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Nike in trattative per il pallone della Champions League, il Barcellona presenta reclamo per il VAR dopo la sconfitta con l’Atlético

2026-04-09 · UEFA Champions League

Nike è in trattative per sostituire Adidas come fornitore ufficiale del pallone della UEFA Champions League a partire dal 2027, segnando una svolta dopo 25 anni di partnership. Nel frattempo, il Barcellona ha presentato un reclamo formale alla UEFA per una decisione arbitrale controversa e l’inazione del VAR durante la recente sconfitta nei quarti di finale contro l’Atlético Madrid, aggiungendo polemiche alla stagione in corso.

Un cambiamento significativo si profila all’orizzonte per le competizioni maschili di club UEFA, poiché Nike ha avviato negoziati esclusivi per diventare fornitore ufficiale del pallone da gioco dal 2027 al 2031. Questa mossa, annunciata da UC3 — la joint venture tra UEFA e club calcistici europei —, porrebbe fine ai 25 anni di collaborazione di Adidas con la Champions League, un contratto che il marchio tedesco ha confermato di non voler rinnovare. Adidas ha dichiarato di essere «orgogliosa di aver creato la gamma di palloni più iconica di tutti i tempi». L’accordo potenziale di Nike potrebbe valere oltre 40 milioni di euro all’anno, quasi il doppio del valore del contratto precedente, a testimonianza delle crescenti ambizioni commerciali dell’UEFA.

La UEFA Champions League gode di una visibilità globale immensa, con un pubblico stimato di circa 1,2 miliardi di spettatori per la stagione 2024-2025. Per Nike, le cui vendite hanno faticato di recente in mercati chiave come la Cina, ottenere un tale contratto rappresenterebbe una spinta vitale in termini di visibilità, soprattutto dopo che il marchio ha già ottenuto lo status di fornitore ufficiale della Federazione Tedesca di Calcio (DFB). L’accordo costituisce uno sforzo strategico di Nike per riguadagnare slancio nel mercato calcistico, legando il proprio brand a una delle competizioni più prestigiosi dello sport.

Parallelamente a questi sviluppi commerciali, è emersa una polemica in campo che coinvolge i giganti spagnoli Barcellona e Atlético Madrid. Nella gara di andata dei quarti di finale, il Barça ha subito una sconfitta per 2-0 in casa al Camp Nou, risultato aggravato da decisioni arbitrali contestate. Il club catalano ha presentato un reclamo formale alla UEFA per «una grave mancanza di intervento del VAR» e un errore arbitrale chiave: un fallo di mano in area di rigore del difensore dell’Atlético Marc Pubill al 54º minuto, non sanionato. Nonostante le proteste evidenti dei giocatori del Barcellona, l’arbitro István Kovács non ha concesso il rigore né espulso il giocatore, e l’arbitro VAR Christian Dingert ha scelto di non intervenire.

Nella dichiarazione, il Barcellona ha sottolineato che l’arbitraggio «non ha rispettato le attuali regole del gioco, influenzando direttamente lo svolgimento della partita e il risultato», e ha richiesto un’indagine, l’accesso alle comunicazioni arbitrali e un riconoscimento ufficiale degli errori. Il presidente ad interim Rafa Yuste ha espresso frustrazione: «Con le risorse tecniche ed elettroniche che abbiamo nella società, come il VAR, non capisco perché non sia stato assegnato un chiaro rigore, a mio parere, contro l’Atlético Madrid. Lo dico con tutto il rispetto per tutti.» Ha aggiunto che il problema delle decisioni arbitrali controverse non è isolato, citando incidenti simili precedenti, e ha sottolineato la necessità del club di «denunciarli, altrimenti non ci saranno miglioramenti».

La partita stessa ha visto il Barcellona ridotto in 10 uomini a fine primo tempo dopo che una revisione del VAR ha trasformato un cartellino giallo per Pau Cubarsí in rosso, avvantaggiando l’Atlético. I Colchoneros sono passati in vantaggio (1-0) con un magnifico calcio di punizione di Julián Álvarez, prima che Alexander Sørloth raddoppiasse il vantaggio più tardi nella partita, assicurando all’Atlético Madrid la prima vittoria al Camp Nou dal 2006.

La storia dell’Atlético Madrid in Champions League rimane segnata da finali sfiorate. Nonostante due apparizioni nelle finali del 2013/14 e 2015/16 — entrambe perse contro i rivali cittadini del Real Madrid —, l’Atlético non ha mai sollevato il trofeo. Le campagne recenti sono state caratterizzate da prestazioni solide ma con un epilogo deludente, mentre il club cerca di superare l’ultimo ostacolo per conquistare il suo primo titolo di UEFA Champions League. Il prossimo scontro con il Barcellona, ora carico di ulteriore tensione a causa della polemica arbitrale, sarà cruciale per la corsa europea di entrambe le squadre.

Mentre la Champions League si intensifica, i prossimi anni promettono importanti partnership commerciali fuori dal campo, insieme a battaglie agguerrite in campo. L’ingresso di Nike porrebbe fine a un quarto di secolo di egemonia Adidas, mentre club come il Barcellona spingono l’UEFA verso una maggiore equità e trasparenza nelle decisioni arbitrali, evidenziando le dinamiche in evoluzione che circondano la massima competizione calcistica.

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