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La Liga in crisi: Dalla lotta di Borja Iglesias contro l'omofobia alla crisi tecnica del Real Madrid

2026-01-15 · La Liga

La Liga affronta una crisi multifacetica mentre Borja Iglesias e la lega prendono una posizione ferma contro l'omofobia, e il Real Madrid si confronta con un tumulto dirigenziale dopo l'esonero di Xabi Alonso e un'umiliante eliminazione in Coppa del Re sotto la guida del nuovo allenatore Álvaro Arbeloa.

La Liga sta attraversando un periodo turbolento, contraddistinto sia da una coraggiosa presa di posizione contro l'omofobia nel calcio spagnolo sia da un drammatico sconvolgimento in uno dei suoi club più blasonati, il Real Madrid. Borja Iglesias, attaccante del Celta Vigo, è diventato un portavoce attivo nella lotta contro gli insulti omofobici, suscitando una risposta significativa sia dal suo club che dalla lega. Intanto, allo stadio Santiago Bernabéu, il recente esonero dell’allenatore Xabi Alonso ha portato a un’inattesa eliminazione dalla Coppa del Re e ha evidenziato le crepe all’interno della squadra e della dirigenza dei Blancos.

Borja Iglesias e la posizione della La Liga contro l'omofobia

Borja Iglesias, un attaccante affermato con oltre 200 presenze in La Liga, è stato ripetutamente vittima di insulti omofobici da parte dei tifosi, più recentemente durante la vittoria 1-0 del Celta sul Siviglia. Ripreso in un video, i sostenitori del Siviglia hanno rivolto insulti come « Spero che muoia, frocio di m »* e schernito Iglesias sul fatto di dipingersi le unghie, al che lui ha risposto con ironia: « Che strano, questo non succede mai nel calcio. » Il Celta Vigo e la La Liga hanno reagito con fermezza: il Celta ha dichiarato « Il rispetto non è negoziabile. L’odio non ha posto nel calcio. Orgogliosi di Borja, dentro e fuori dal campo », mentre la La Liga ha twittato per la prima volta con l’hashtag #LALIGAVSHOMOFOBIA**, inviando un messaggio forte di tolleranza zero verso l’omofobia. Questa risoluzione arriva dopo anni di tolleranza verso comportamenti discriminatori nel calcio spagnolo, dove giocatori apertamente gay o bisessuali rimangono assenti nei campionati di vertice. L’alto profilo della La Liga come seconda lega più ricca al mondo e quarta competizione sportiva più seguita conferisce un peso notevole a questa posizione, segnalando una speranza di cambiamento culturale.

La crisi del Real Madrid si approfondisce dopo l'esonero di Alonso

Solo pochi mesi dopo un inizio promettente sotto Xabi Alonso, compresa una vittoria nel Clásico e il primo posto in La Liga, il Real Madrid ha inaspettatamente esonerato il suo allenatore dopo una sconfitta 3-2 nella finale della Supercoppa di Spagna contro il Barcellona. Alonso ha riflettuto sulla sua partenza su Instagram: « Questo capitolo della mia carriera è giunto al termine, e non è andato come avremmo voluto... Me ne vado con rispetto, gratitudine e l’orgoglio di aver dato il massimo. » L’esonero è derivato da una combinazione di confusione tattica e discordia interna. La formazione di compromesso di Alonso non è riuscita a garantire coerenza, come dimostrano le sconfitte chiave ad Anfield e al Bernabéu, nonché un rapporto teso con stelle come Vinicius Junior. La famosa sconfitta in Supercoppa, in cui il Madrid ha mantenuto solo il 29% di possesso palla contro l’eterno rivale Barça, ha portato i dubbi latenti a ebollizione.

Una sconfitta amara in Coppa del Re nell'era Arbeloa

Álvaro Arbeloa, promosso dall’allenamento della squadra B del Real Madrid, ha affrontato un battesimo del fuoco nel suo primo match da allenatore principale. Lo scontro contro l’Albacete, squadra di seconda divisione, si è concluso con una sorprendente sconfitta 3-2, che ha eliminato il Madrid dalla Coppa del Re. Con Mbappé e Bellingham a riposo, Arbeloa ha schierato giocatori di riserva e della Castilla, senza riuscire a dominare. Jefté Betancor dell’Albacete ha segnato due volte, incluso il gol decisivo nei minuti di recupero, mentre la prestazione del Real è stata segnata da una mancanza di creatività e da errori difensivi, in particolare del portiere Andriy Lunin. I giocatori più in evidenza del Madrid sono stati Arda Güler, che ha fornito ottimi cross su calcio palla inerta, e Franco Mastantuono, che ha segnato un raro gol. Tuttavia, questi pochi aspetti positivi non hanno potuto mascherare il disordine generale e la mancanza di penetrazione contro una squadra di categoria inferiore.

Il presidente della La Liga, Javier Tebas, prende di mira Florentino Pérez

Aggiungendo benzina sul fuoco, il presidente della La Liga, Javier Tebas, ha riacceso la sua faida pubblica con il presidente del Real Madrid, Florentino Pérez. Tebas ha accusato Pérez di minare il calcio spagnolo, affermando « Il problema è sempre stato uno: il Real Madrid. » Ha contestato le narrazioni attorno all’accordo di finanziamento controverso della lega con CVC e ha criticato il silenzio di Pérez durante precedenti scandali di combine tra il 2008 e il 2013. Tebas ha liquidato le preoccupazioni sui rapporti personali rotti tra Pérez e Joan Laporta, presidente del Barcellona, come irrilevanti per la governance della lega, ma ha condannato i loro tentativi di esercitare « coercizione » per controllare il futuro della La Liga. Secondo lui, tali lotte di potere minacciano la stabilità e la reputazione del calcio spagnolo.

Conclusione: Una lega a un bivio

La La Liga si trova oggi a un bivio, di fronte a sfide sia sociali che sportive. La coraggiosa presa di posizione pubblica di Borja Iglesias contro gli abusi omofobici ha galvanizzato l’impegno della lega nella lotta contro la discriminazione, promettendo progresso culturale in uno degli ambienti calcistici più appassionati. Contemporaneamente, la crisi che travolge il Real Madrid — contrassegnata dall’improvviso esonero di Xabi Alonso, una sconfitta amara in Supercoppa e un’umiliante eliminazione in Coppa del Re sotto Álvaro Arbeloa — evidenzia la natura fragile del successo al massimo livello e le intense pressioni all’interno del club più glamour della Spagna. Nel frattempo, i continui scontri politici tra i dirigenti della lega e i presidenti dei club sottolineano le dinamiche complesse che stanno plasmando il futuro del calcio spagnolo. Mentre la La Liga si sforza di preservare il suo prestigio e la sua responsabilità sociale, i prossimi mesi saranno cruciali per determinare se potrà sanare le divisioni interne e dare l’esempio, sia dentro che fuori dal campo.

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